Ultimamente, sul web circolano notizie e immagini riguardanti presunti
animali selvatici che si aggirerebbero indisturbati per le strade delle città
svuotate dalla quarantena. Per la delusione di molti che in queste scene
vedevano la rivincita dell’amorevole Madre Natura su quei cattivoni degli
esseri umani, molte di queste notizie si sono rivelate false o travisate (i
cigni dei canali di Venezia c’erano già da prima del coronavirus, per esempio)
(1).
Inoltre, il fatto di vedere girare per le città animali che dovrebbero abitare
ben altri luoghi potrebbe talvolta essere l’ennesimo sintomo del
rimpicciolimento dei loro habitat naturali. Infine, non dimentichiamo che,
sulla base delle evidenze attualmente disponibili, ciò che risulta più
probabile è che alla base della pandemia in corso possa esserci anche il
commercio di specie selvatiche protette (2),
e la conseguente loro vicinanza all’uomo (3).
Detto questo, quello che mi fa sorridere è constatare come,
paradossalmente, così tante persone si siano accorte della natura selvatica che
le circonda soltanto ora che siamo tutti rinchiusi dentro casa. Prendiamo la
città in cui vivo, Bologna. Il parco di Villa Ghigi, situato sulle prime
pendici delle colline che circondano la città, in pieno giorno è frequentano da
schiere di persone che si allenano, fanno pic-nic, passeggiano. Quando il sole
è bassissimo sull’orizzonte, però, a usufruire dei suoi prati e dei suoi
sentieri sono visitatori un po' più pelosi (o pennuti), ed è in questi momenti
che, facendo molto silenzio, si possono più facilmente scorgere cinghiali,
caprioli, fagiani, tassi, volpi… Insomma, riportando le parole della direttrice
dello Urban Wildlife Institute del Lincoln Park Zoo, “Se c’è qualcosa che
questo momento può insegnarci è che gli animali hanno sempre vissuto nei nostri
luoghi. Noi potremmo pensare alle nostre città come se non fossero parte della
natura, ma in realtà lo sono” (4).
Quelle che pubblico di seguito sono foto che ho
scattato ad alcuni (una piccolissima parte) dei nostri “vicini di casa” incontrati
intorno a casa negli anni trascorsi a Bologna.
 |
| Un capriolo con il palco ancora ricoperto dal velluto. Fotografato sui primi colli bolognesi. |
 |
| Un fagiano banchetta guardingo in un prato, vicinissimo al centro abitato. |
 |
| Un merlo canta sul pino che cresce proprio dietro casa. |
 |
| Baciati dalle prime luci dell'alba, in un prato a poco più di un chilometro dalla periferia di Bologna, due caprioli... beh non servono ulteriori descrizioni. |
 |
| Una ghiandaia raccoglie fili d'erba e radici per tappezzare il nido in fase di costruzione nel Parco di Villa Ghigi. |
 |
| La stessa ghiandaia della foto precedente. |
 |
| Una lepre attraversa un sentiero in una delle aree verdi alla periferia di Bologna. |
Commenti
Posta un commento