Gli storni sono tra gli uccelli più adattabili, e, da non molti anni, hanno cominciato a usare le città come siti di nidificazione, nidificando negli anfratti degli edifici, nei fori delle pareti e tra le tegole dei tetti (1). Se da un lato questi uccelli sono causa di alcuni problemi per l’uomo (tra i quali l’elevata produzione di guano) (2), dall’altro, insieme ad altre specie, fungono da prede per animali generalmente considerati meno molesti. È il caso del falco pellegrino (3), predatore che oggi non è più raro avvistare su palazzi e campanili. Lo storno europeo è stato introdotto in molte aree del globo, incluso il Nord America, dove dagli iniziali 160 individui rilasciati a fine Ottocento nel Central Park di New York da Eugene Schieffelin (il quale aveva deciso di portare negli Stati Uniti tutti gli uccelli menzionati nelle opere di Shakespeare) si è passati alle centinaia di milioni di esemplari attuali (4). Uno studio del 2015 (5) ha dimostrato come la morfologia delle a...