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Coppia di lupi in Appennino

In primavera, i lupi nati l'anno precedente tendono ad abbandonare il branco nativo, vagando alla ricerca di un/a compagno/a con cui formare un nuovo nucleo familiare. È probabile che quella che si vede in video sia una coppia neoformata, e che i due lupi stiano ancora "prendendo le misure". 
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Storni urbani

Gli storni sono tra gli uccelli più adattabili, e, da non molti anni, hanno cominciato a usare le città come siti di nidificazione, nidificando negli anfratti degli edifici, nei fori delle pareti e tra le tegole dei tetti (1). Se da un lato questi uccelli sono causa di alcuni problemi per l’uomo (tra i quali l’elevata produzione di guano) (2), dall’altro, insieme ad altre specie, fungono da prede per animali generalmente considerati meno molesti. È il caso del falco pellegrino (3), predatore che oggi non è più raro avvistare su palazzi e campanili. Lo storno europeo è stato introdotto in molte aree del globo, incluso il Nord America, dove dagli iniziali 160 individui rilasciati a fine Ottocento nel Central Park di New York da Eugene Schieffelin (il quale aveva deciso di portare negli Stati Uniti tutti gli uccelli menzionati nelle opere di Shakespeare) si è passati alle centinaia di milioni di esemplari attuali (4). Uno studio del 2015 (5) ha dimostrato come la morfologia delle a...

Animali selvatici (non solo) ai tempi del Coronavirus

Ultimamente, sul web circolano notizie e immagini riguardanti presunti animali selvatici che si aggirerebbero indisturbati per le strade delle città svuotate dalla quarantena. Per la delusione di molti che in queste scene vedevano la rivincita dell’amorevole Madre Natura su quei cattivoni degli esseri umani, molte di queste notizie si sono rivelate false o travisate (i cigni dei canali di Venezia c’erano già da prima del coronavirus, per esempio) (1 ). Inoltre, il fatto di vedere girare per le città animali che dovrebbero abitare ben altri luoghi potrebbe talvolta essere l’ennesimo sintomo del rimpicciolimento dei loro habitat naturali. Infine, non dimentichiamo che, sulla base delle evidenze attualmente disponibili, ciò che risulta più probabile è che alla base della pandemia in corso possa esserci anche il commercio di specie selvatiche protette (2 ), e la conseguente loro vicinanza all’uomo (3 ). Detto questo, quello che mi fa sorridere è constatare come, paradossalmente, così ...

Totu

Salvatore Bianco è un pescatore gallipolino di 87 anni, padre di nove figli. Oggi, dopo 77 anni di duro lavoro, “si limita” a produrre nasse di giunco nel suo piccolo magazzino, situato in uno strettissimo vicolo di Gallipoli vecchia, laddove le case si affacciano sul porto mercantile della città. Più che un magazzino di nasse e attrezzi di lavoro, il suo sembra un magazzino di ricordi, un vero e proprio museo. Per accedervi bisogna attraversare una bassa porta di legno, per poi scendere uno scalino. Molte nasse occupano gran parte del pavimento, mentre altrettante pendono dal soffitto. I muri sono letteralmente tappezzati di fotografie, alcune mozzafiato, come quella in cui un giovanissimo Totu meu , così è chiamato Salvatore a Gallipoli, è seduto a cavalcioni su una gigantesca tartaruga liuto (in passato la tartaruga era considerata una leccornia a Gallipoli, e il suo sangue veniva utilizzato per curare le anemie). In un’altra foto, il volto di Totu , ritratto all’epoca in cui er...

La festa di Santa Cristina a Gallipoli

Dinanzi ai miei occhi, in un minuscolo cortile cinto da bianchissime mura, si sta svolgendo una fase cruciale di una ricorrenza gallipolina tra le più sentite. Una figura femminile è legata ad un tronco, gli occhi rivolti al cielo, due frecce le trafiggono il costato; tutt’intorno un via vai frenetico di uomini. Si tratta dell’allestimento della statua in cartapesta di Santa Cristina, che verrà prima esposta ai fedeli all’interno dello stesso cortile, e poi portata in processione per le strade della città. L’atmosfera è distesa, i membri della confraternita di Santa Maria della Purità scherzano tra loro, prendendosi in giro e scoppiando, di tanto in tanto, in fragorose risate. Il culmine del divertimento viene raggiunto, forse, quando uno dei confratelli si accorge che l’addetto alla potatura degli addobbi floreali ha inavvertitamente tagliato uno dei fili elettrici che alimentano le lampadine che servono ad illuminare la statua dal basso. Sotto lo sguardo estatico di Santa Cristina,...