Gli storni sono tra gli uccelli più adattabili, e, da non molti anni, hanno
cominciato a usare le città come siti di nidificazione, nidificando negli anfratti
degli edifici, nei fori delle pareti e tra le tegole dei tetti (1). Se da un
lato questi uccelli sono causa di alcuni problemi per l’uomo (tra i quali l’elevata
produzione di guano) (2), dall’altro, insieme ad altre specie, fungono da prede
per animali generalmente considerati meno molesti. È il caso del falco
pellegrino (3), predatore che oggi non è più raro avvistare su palazzi e
campanili.
Lo storno europeo è stato introdotto in molte aree del globo, incluso il Nord
America, dove dagli iniziali 160 individui rilasciati a fine Ottocento nel Central Park di New
York da Eugene
Schieffelin (il quale aveva deciso di portare negli Stati Uniti tutti
gli uccelli menzionati nelle opere di Shakespeare) si è passati alle centinaia
di milioni di esemplari attuali (4). Uno studio del 2015 (5) ha dimostrato come
la morfologia delle ali degli storni del Nord America odierni sia più
arrotondata di quella dei loro antenati, e gli autori di questo studio ipotizzano
che tale cambiamento possa essere legato all’azione della selezione naturale
operata dall’ambiente urbano. Secondo gli stessi autori, infatti, in città, le
ali più arrotondate degli storni americani odierni faciliterebbero il loro
procacciamento del cibo, così come la fuga dai predatori.
Bibliografia:
- http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/STORNO;
- http://www.lipulatina.it/storni.htm;
- https://www.theguardian.com/environment/2017/mar/14/peregrine-falcons-urban-london-success-story;
- https://www.theguardian.com/cities/2018/jul/23/darwin-comes-to-town-how-cities-are-creating-new-species;
- Bitton, P-P., Graham, B.A., 2014. Change in wing morphology of the European starling during and after colonization of North America. Journal of Zoology 295(4), 254 – 260.
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